Parlare di yoga e di flessibilità significa, prima di tutto, parlare di ascolto. La flessibilità non è una gara da vincere, nè la capacità di raggiungere una determinata posizione. E' piuttosto la possibilità di restituire al corpo spazio, movimento e libertà, rispettandone i tempi e le caratteristiche.
Attraverso la pratica costante, il corpo può gradualmente ritrovare una maggiore mobilità. Le articolazioni vengono accompagnate nel movimento, le tensioni possono sciogliersi e la muscolatura impara a lavorare con maggiore equilibrio. Attraverso le asana, il respiro e il movimento trova posto la consapevolezza articolare, la flessibilità e la tonicità muscolare, in una sequenza che rispetti senza forzare e senza competizione. Il corpo si allunga, si sostiene, aquista stabilità e vitalità. La forza non è solo muscolare: è la capacità di ascoltarsi, abitare il proprio corpo e riconoscerne i limiti e le potenzialità.
Nello yoga non è necessario arrivare dove arriva qualcun altro. Ogni corpo ha una forma, una propria mobilità, una propria storia. Per questo la pratica non dovrebbe essere una ricerca della posizione perfetta, ma un'occasione per conoscersi. Riconoscersi nel modo in cui ci muoviamo, e abilitamo il nostro corpo.
Flessibilità e tonicità nascono da una pratica yoga intelligente, è la consapevolezza di muoversi nell'armonia, nell'equilibrio e nella stabilità che insegnano al corpo a distribuire lo sforzo senza creare tensione inutile. Flessibilità significa muoversi nella vita senza paura, affrontare lo stress e l'imprevisto senza bloccare, muoversi nello spazio quotidiano senza limiti e paure. Sentire che il corpo sostiene il piano mentale, ma anche quello emozionale. Ogni aspetto della natura umana viene rispettato ed integrato con grazia e leggerezza, pesi portati con consapevolezza e accettazione.