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Sequenza per le ginocchia

26
ottobre
2017

Lo yoga terapeutico, uno dei grandi insegnamenti di B.K.S. Iyengar: le ginocchia

sequenza_ginocchia.pdf

WORKSHOP DI YOGA

05
ottobre
2017

Sabato 21 ottobre ore 10.00/18.30 seminario di HATHA YOGA - tenuto da Giovanni Asta (insegnante JYOTIM)

  • sessione mattina 10.00/12.30 - sessione pomeriggio 16.00/18.30
  • prenotazione tel. 347 8606846 (Paola)

Rudolf Steiner: Karma

03
agosto
2017

"Vi sono fatti che si possono osservare dovunque e davanti ai quali innumerevoli persone passano oltre senza darsene pensiero. Un bel giorno arriva chi, osservando uno di tali fatti accessibili a chiunque, fa la scoperta di una verità gravida di conseguenze. Si narra che Galileo abbia intravisto l'importante legge del moto pendolare, osservando una lampada che oscillava in una chiesa. Prima di lui innumerevoli persone avevano visto oscillare quella lampada, senza connettervi quell'osservazione tanto rilevante...

Quel che importa è di saper connettere i giusti pensieri agli oggetti che si percepiscono. Ora vi è un fatto perfettamente accessibile a tutti e che, considerato in giusto modo, getta chiara luce sul carattere di ciò che è animico-spirituale. Qui sta l'indirizzo che la scienza dell'anima deve prendere, se vuole contrapporre al principio <ogni essere vivente ha origine da un essere vivente>, il corrispondente principio che <tutto ciò ch'è di natura animica va spiegato in base alla realtà animica>. Appare veramente molto strano che tanti sorvolino sul problema dell'origine dell'anima, unicamente per paura di addentrarsi in un campo malsicuro del sapere....

Rudolf Steiner, Reincarnazione e Karma, editrice Antroposofica Milano

Patanjali

30
maggio
2017

Non sappiamo gran che sulla vita di Patanjali, anche se ci è stata tramandata una leggenda interessante sulla sua nascita, che racconta come egli cadde dal cielo tra le mani aperte della madre vergine, Gonika. Il suo yoga è essenzialmente un programma rigoroso di modifiche del comportamento, di addestramento dell'attenzione e di indagine rivolta all'interno di sè, in cui il praticante investe tutte le sue energie nell'imbrigliare il subbuglio mentale, che Patanjali chiama fluttuazioni della coscienza ordinaria.

Non è necessario che trascorriate anni a meditare in una grotta per entrare in contatto con queste fluttuazioni. E' sufficiente che vi mettiate a sedere, dhiudiate gli occhi per qualche minuto e sintonizziate la consapevolezza sul flusso di coscienza. Poi, per avere un'idea di queanto sia difficile imbrigliare lo scompiglio interiore, cercate di contrentrarvi per un minuto su un pensiero o un oggetto, anche qualcosa di ordinario come una matita, senza minimamente divagare. A meno che non abbiate praticato la meditazione per un bel pò di tempo, dopo pochi secondi i vostri tentativi non avranno portato a nulla. Tuttavia, prosegue Patanjali quelle fluttuazioni non sono altro che il sè di superficie, il nostro travestimento, come lo chiama il saggio Sri Aurobindo. Tale identificazione o più precisamente identificazione erronea con il sè di superficie è detta avidya.

Lo yoga del respiro, Richard Rosen, ubaldini editore roma

Dal 2 al 4 giugno Workshop nella natura

29
marzo
2017

Immersi nel verde, nel silenzio, nella pace delle Foreste Casentinesi, sopra S. Sofia passeremo insieme tre giorni per praticare, meditare e dedicare tempo e spazio alla respirazione. Tempo e spazio per sè. Senza fretta perchè... "c'è più cuore in una pietra che in una pratica senza cuore". E qui dedicheremo tempo alla risonanza del cuore.


Imparare a imparare

08
febbraio
2017

"Ascoltare gli altri e imparare anche da loro, sempre con stupore e senza preconcetto che non potranno aggiungere niente alla nostra visione del mondo, penso sia il più bel regalo che l'età e la vita possano fare. Non succede sempre, purtroppo, ma quando anch'io ci riesco, trovo che il mio rapporto con il mondo diventa ogni volta più ricco e complesso."

"Imparo continuamente, anche dalle persone che mi sono più lontane come concezione del mondo, purché ci si parli per davvero. Non amo "la parola vuota" (come dice Lacan) nè le situazioni mondane e salottiere di facciata. Mi incuriosisce vivere nel nostro tempo, ma spero e credo che la cultura "dell'apparire", così fortemente sollecitata dalla televisione e dalla pubblicità di questi ultimissimi anni, sarà integrata, prima o poi, anche da una "cultura dell'essere", che, per fortuna, esiste già, anche se non così evidente."

"Nessuno di noi, io per prima, esce da un gruppo esattamente come ne è entrato. Ne usciamo sempre tutti con qualcosa in più, anche quando si tratta di più dubbi e meno certezze. Se dovessi definire questi gruppi mi verrebbe da chiamarli "uno dei tanti luoghi sove si impara a imparare". Imparare non è sempre facile. Per poterlo fare abbiamo bisogno che non si siano troppe cose che ci tengono impegnate tutte le nostre energie mentali."

da "Il bambino arrabbiato" di Alba Marcoli ed. saggi Mondadori

Una struttura interiore

05
dicembre
2016

"Sin dall'inizio esiste in noi la possibilità della coscienza, della pienezza, dell'amore che cerchiamo. Ma siamo raramente in contatto con quella Realtà profonda e anche se raggiungiamo per un momento un livello d'essere molto più fine caratterizzato innanzi tutto dall'assenza totale di paura, non rimaniamo a quel livello; è la dolorosa esperienza di chi si reca presso i saggi. Costoro hanno l'impressione di vivere durante il loro soggiorno nell'ashram in uno stato di grazia e sei mesi più tardi...

...quando ritornano a casa propria, si ritrovano, inquieti, angosciati, con propositi di suicidio: "come posso avere avuto l'impressione di essere salito così in alto e ricadere ora così in basso?"

Se leggete Frammenti di un insegnamento sconosciuto, vedrete che Gurdjieff sostiene che esistono più centri nell'uomo: il centro emotivo, il centro intellettuale, il centro istintivo e motorio, il centro sessuale, di cui tutti hanno esperienza, e dall'altro lato due centri di un altro ordine: il centro emotivo superiore e il centro intellettuale superiore. Questi due centri si situano ben al di là di ciò che noi chiamiamo emozione e intelletto. Questi due centri sono già interamente formati e funzionano perfettamente, ma l'uomo non vi entra in contatto perchè è inchiodato al livello dei centri ordinari che funzionano in modo molto più grossolano. Questa teoria dei centri ordinari e dei centri superiori è molto interessante in quanto spiega perchè l'essere umano, che non conosce che i centri ordinari, non possa comunicare con la Realtà superiore che pure esiste già in lui. Se di due marce di un cambio una gira molto lentamente e un'altra molto velocemente, non riusciremo mai a passare dall'una all'altra. Allo stesso modo il centro emotivo superiore e il centro intellettuale superiore si irradiano a un livello così fine che non permettono alle emozioni e ai pensieri ordinari di stabilire un collegamento. E' necessario un lavoro di purificazione, di affinamento delle funzioni grossolane per mantenere il contatto con i centri superiori.

Ciò che Gurdjieff denomina centro emotivo superiore è ciò che Swamiji chiama, conferendo alla parola un senso molto alto, love, 'amore'."

da L'audacia di vivere, Arnaud Desjardins, ed. Ubaldini - Roma

Contemplazione della spazialità spontanea

02
settembre
2016

"Lo yogin dovrebbe contemplare simultaneamente la totalità del suo corpo e il suo prolungamento come universo, come saturi della gioia del Sé, allora grazie al proprio nettare intriso di beatitudine, egli diventa uno con la grazia suprema"

VIJNANA BHAIRAVA 65